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Storie scritte sull’acqua – Milano | Giappone in Italia

Rassegna Cinematografica presso il centro di cultura Giapponese in via Lovanio 8, 20121 MILANO

Ingresso libero CON TESSERA ASSOCIATIVA

Da Febbraio ad Aprile 2014.

Viaggio nel cinema e nella cultura giapponesi attraverso film inediti,

dal documentario all’animazione, spaziando dai racconti ancestrali

alla contemporaneità,

dalle trasposizioni della letteratura classica a quelle della mitologia,

dall’epoca Heian all’era Meiji.

Rassegna

venerdì 7 febbraio

Mai Mai Miracle / Maimai Shinko to sennen no mahō (2009) di Katabuchi Sunao, 93’

Anime, opera di un giovane autore che si è fatto le ossa nello Studio Ghibli. Tratto da un romanzo di Takagi Nobuko, premio Akutagawa, il film racconta di una bimba e della sua amica immaginaria di mille anni fa. Una delicata e incantevole storia sull’immaginario infantile e un tuffo nell’aurea epoca Heian.

venerdì 14 febbraio

La storia dei canali di Yanagawa / Yanagawa horiwari monogatari (1987) di Takahata Isao, 167’

Posta nella Prefettura di Fukuoka, la cittadina di Yanagawa è, con i suoi 470 km di canali che la attraversano, un’autentica Venezia nipponica. Il film è un documentario sulla città e sul restauro e ripristino delle vie d’acqua che l’attraversano. Una curiosa parentesi del grande regista d’animazione Takahata Isao, autore di punta dello Studio Ghibli e artefice di opere come Una tomba per le lucciole.

venerdì 28 febbraio

Himiko (1974) di Shinoda Masahiro, 100’

Un’immaginaria storia della regina Himiko, dell’antico Regno Yamatai, di cui si hanno notizie da cronache cinesi dell’epoca. Sacerdotessa del culto del Sole, sciamana: la sua vita e le sue vicende sono rese in modo teatrale, dal regista di Doppio suicidio ad Amijima, con uno stile estremamente sofisticato e stilizzato, con scenografie minimali e attraverso i movimenti arcaici della danza butoh.

venerdì 14 marzo

Zen (2009) di Takahashi Banmei, 127’

La vita, la meditazione, gli insegnamenti, l’illuminazione del monaco buddhista Eihei Dogen, il fondatore della branca Soto dello Zen, vissuto nel XIII secolo. L’infanzia da orfano, il pellegrinaggio in Cina e il ritorno a Kyoto. Superbamente impersonato dall’attore kabuki Nakamura Kantarō.

venerdì 28 marzo

La nascita del Giappone / Nippon tanjō (1959) di Inagaki Hiroshi, 182’

Kolossal della Toho sul modello di quelli di Hollywood e in particolare concepito nel solco del celeberrimo I dieci comandamenti di tre anni prima. La mitologia giapponese degli antichi testi del Kojiki e del Nihon Shoki viene ricreata con le più grandi star dell’epoca: Mifune Toshirō nei panni del Principe Yamato Takeru e Hara Setsuko, la musa di Ozu, in quelli della Dea Amaterasu.

venerdì 11 aprile

E poi / Sorekara (1985) di Morita Yoshimitsu, 130′

Adattamento del libro di Natsume Sōseki, scritto nel 1909. Attraverso la figura del protagonista, l’esteta decadente, Nagai Daisuke, i dilemmi morali drammatizzati dal grande scrittore, il contesto psicologico del romanzo, un grande affresco della tarda epoca Meiji e della società nipponica uscita dalla guerra russo-giapponese.

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Recensione Libro: Metamorfosi. Schegge di violenza nel nuovo cinema giapponese

L’immagine di copertina è tratta dal film Organ di Fujiwara Kei

Autrice: Maria Roberta Novielli 

Editore: Epika Edizioni

ISBN: 9788896829066

Anno: 2010

168pp

Prezzo Cartaceo: 27,50 €

Prezzo e-book: 9,99 €

Il libro ha una prefazione di Tsukamoto Shin’ya regista e attore famoso per la trilogia Tetsuo, per Nightmare Detective o il più recente Kotoko.

La riflessione del saggio prende le mosse dall’attentato alla metropolitana di Tokyo del 1995 ad opera di una setta religiosa Aum Shinrikyo. Questo evento viene preso come simbolico punto zero di una corrente cinematografica contemporanea. Nella riflessione sociale scaturita in giappone dopo l’attentato fecero scalpore l’elevata partecipazione femminile alla setta e il gran numero di giovani universitari e di buona cultura.

Secondo questi giovani, in un mondo regolato dal potere dell’economia, all’individuo non resterebbe che il corpo; avrebbero quindi cercato di definire per sé una nuova dimensione, potenziando il proprio corpo attraverso la scienza e la tecnologia, per trascendere i limiti naturali e sociali e raggiungere una “trasformazione del potenziale fisico umano con il potere delle idee, delle credenze e della meditazione” [Castells] Un’idea che negli stessi anni informava gran parte dell’arte, della letteratura, del fumetto e del cinema giapponesi.

In quegli anni inoltre il Giappone si rivolge nuovamente al resto dell’Asia per la distribuzione e produzione di entertainment che darà vita a una più ampia “cultura asiatica”:

Una cultura che tuttavia viene ancora percepita dall’audience occidentale come un affascinante pot-purri di elementi esotici, a cui vengono abbinate delle etichette di massima per distinguerne sommariamente le origini: “J”, la sigla per Giappone, anticipa quindi ogni ambito culturale nipponico (J-pop, J-horror, J-drama, tra i tanti), così come, per esempio, la “K” connota i prodotti coreani.

L’intento del libro:

Il criterio di selezione deii contenuti e delle opere di questo libro è nato in corso d’opera: si riferisce alla cinematografia a cui ha accesso il pubblico occidentale, in base a una cernita tra i titoli discussi in differenti siti internet e blog di varia natura. Quasi tutti i film qui trattati sono dunque visionabili [...]Tuttavia, dalle informazioni colte attraverso interventi appassionati degli utenti amanti di questo cinema (nonchè dei suoi detrattori), a volte si evidenzia la mancanza di elementi che permettano di connettere coerentemente questi film tra loro e alla cultura del loro paese d’origine, una lacuna che questo libro tenta di colmare.

Il libro è poi diviso in quattro macro capitoli:

1 -Il sovrannaturale

Il corpo vilato e contaminato, il varco socchiuso tra i mondi dei vivi e dei morti, le presenze fantasmatiche e orrorifiche, l’icona di donna-demone, tutti questi sono elementi che risalgono agli albori del mondo, secondo la cosmologia nipponica.

2 -Psycho:

E’ il territorio delle devianze e delle allegorie, delle paure inconsce e delle attrazioni feticistiche, che richiama spesso un pubblico diverso da quello che decreta il successo dei film sul sovrannaturale

3 -Materia, Scienza e Tecnologia

L’idea fondamentale che ogni individuo sia solo un elemento del meccanismo generale e che la sua partecipazione al disegno complessivo sia, allo stesso tempo, minima e di grande rilevanza.

4 -La violenza nelle logiche di mercato: cinema action ed erotico

Mentre il palinsesto televisivo ha continuato per lo più a indirizzarsi a donne e bambini, contemplando in particolare drammi di ambiente contemporaneo o in costume, cartoni animati, commedie e film romantici, il fenomeno delle catene di negozi di video-noleggio (tra le principali, la Tsutaya), esploso in Giappone verso la metà degli anni ottanta, si era dall’inizio diretto a un target prevalentemente maschile, proponendo prodotti legati soprattutto all’action, all’erotismo e all’animazione erotico-violenta.

Ho trovato il volume estremamente interessante, accessibile e compatto. L’autrice riesce a immergere i film in un tessuto sociale, culturale e cinematografico. Attraverso riferimenti che vanno dalla mitologia giapponese agli episodi più rilevanti di cronaca nera l’autrice riesce ad agganciare i simboli cinematografici a una materia più concreta. Ad esempio: Sadako di the Ring manda riferimenti sia agli yurei che al mito di Izanami e Izanagi. Oppure l’influenza che i delitti di Miyazaki Tsutomu hanno avuto sul termine “otaku” e sulle ansie collettive. O ancora una descrizione del panorama criminale dagli yakuza, ai motociclisti bosozoku.

Io non sono un’esperta nè di cinema, nè di horror però ho trovato questo libro immensamente interessante, divertente e ricco. Si va da The Ring a Godzilla, da Evangelion a Love & Pop, dai pazzi film di Miike a quelli ancora più pazzi di Satoshi Kon, dalla ferocia di Tetsuo ai disturbi di Cold Fish. Alla fine quello che resta è un’idea più precisa dei riferimenti culturali e un’immagine per sommi capi dei registi emergenti e delle nuove tendenze filmiche.

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22° Festival Cinema Africano, Asia e America Latina

A MIlano dal 19 al 25 Marzo

Un appuntamento ormai storico per gli appassionati del cinema del sud del mondo, l’unico festival in Italia interamente dedicato alla conoscenza della cinematografia, delle realtà e delle culture dei paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina. Oltre 50 nazioni rappresentate, circa 80 tra film e video proiettati.

Il programma del 22° Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina prevede le ormai consuete due sezioni competitive Concorsi Finestre sul mondo – aperte ai lungometraggi di fiction e ai documentari di Africa, Asia e America Latina  – e due concorsi riservati esclusivamente all’Africa: il Concorso per il Miglior Film Africano e il Concorso per il Miglior Cortometraggi Africano (aperto a fiction e documentari).

Qui il link del festival

Non hanno ancora messo il programma ma si prospetta interessante e qui sul blog dell’organizzazione ci sono ulteriori informazioni che riporto:

Festival Center: (wo)men at work

Il Festival si sta avvicinando, la programmazione si sta delineando e le sezioni stanno prendendo forma. Già ci pregustiamo il sapore di tanti bei film che coloreranno la nostra Milano dal 19 al 25 Marzo 2012.

Ma il Festival non è solo l’occasione di poter vedere film inediti dall’Africa, dall’Asia e dall’America Latina, non è solo rumore di biglietti staccati nelle sale, buon profumo di poltrone e pellicole e piacevoli incontri e conversazioni post-cinema. È molto di più.

Anche per la prossima edizione – ormai alle porte – il Festival avrà la sua “casa” al Festival Center, presso La casa Del Pane di Porta Venezia, che aprirà le sue porte al pubblico martedì 20 Marzo 2012.

Il Festival Center, fin dalla sua prima edizione nel 2008, si offre come spazio extra-cinematografico. Nel cuore della città che si risveglia, diventa occasione per incontrarsi, per rilassarsi, per fermarsi un momento – o un po’ di più – tra una proiezione e l’altra, per scambiarsi quattro chiacchiere davanti ad un caffè, visitare le mostre che animano gli spazi e partecipare alle varie iniziative proposte.

Dunque, il lavoro è in progress, il programma è quasi definito, molte le novità e gli appuntamenti… non distraetevi!

Vi aspettiamo.

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Mostra in Triennale: Made in Japan, l’estetica del fare

A MIlano in correlazione con la XIX  edizione dello Sguardi Altrove Film Festival si svolgerrà la mostra Made in Japan: l’estetica del fare

Alla Triennale di Milano la mostra "Made in Japan"


Uno sguardo oltre il cinema per immergersi nel mondo del sol levante

Ancora pochi giorni per l’inaugurazione di Sguardi Altrove Film Festival diretto da Patrizia Rappazzo, giunto ormai alla sua XIX edizione. Oltre 70 titoli italiani e internazionali a cui si aggiunge la sezione espositiva Tasselli d’arte- Oltre il cinema, mostra collettiva dedicata, quest’anno, alla cultura artistica, estetica e sociale del Giappone, uno dei paesi protagonisti della scena internazionale odierna, rimbalzato alla cronaca anche per il recente disastro ambientale.
Made in Japan. L’estetica del fare apre e inaugura la manifestazione il 2 marzo 2012 presso La Triennale di Milano, e amplia l’omaggio dedicato alla cultura nipponica con la retrospettiva dedicata a Naomi Kawase.
Uno dei tasselli di Made in Japan. L’estetica del fare è costituito da Charity Box- l’esposizione di oltre 50 designer italiani e stranieri pensato come progetto di emergenza raccolta fondi per il Giappone. Il progetto è stato ideato dalla designer giapponese Kazuyo Komoda e prevede, per la serata di inaugurazione e nel corso della giornata dell’11 marzo (anniversario di Fukushima), la possibilità di offrire delle donazioni volontarie a scopo benefico.

Made in Japan. L’estetica del fare si pone come portavoce non solo delle antiche tradizioni nipponiche, quali la vestizione del Kimono e la cerimonia del tè, ma anche e soprattutto come portavoce degli artisti di diverse generazioni che, all’interno del panorama contemporaneo, uniscono il vecchio al nuovo, il sentimento di sconforto per il disastro -pensiamo alla difficile situazione ambientale in cui versa ancora oggi il Giappone- a quello della speranza.
In un’intricata rete di significati, vediamo quindi i linguaggi della fotografia, del cinema, del video, della danza e dell’arte uniti in un unico spazio e in un’unica direzione.
La panoramica sull’arte giapponese si completa con Itamy, la coreografia dell’artista Sisina Augusta che porterà in scena, nella serata di inaugurazione, il ballerino Lorenzo Pagani e la pittrice Takane Ezoe.
Tra i principali nomi presenti alla mostra ricordiamo inoltre: Yayoi Kusama, Nobuyoshi Araki, Kaori Shiina, Yoshie Nishikawa, Naoto Fukasawa, Serio Calatroni ed Eliana Lorena.

La mostra si protrarrà fino a domenica 1 aprile.
Un lungo e intenso mese dedicato all’arte e alla cultura in uno dei più prestigiosi spazi di Milano.
Inaugurazione 2 marzo h. 19:00.
Ingresso libero aperto al pubblico.

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